|

Bova principe azzurro

 

 

 

 

 

Siete di quelle adolescenti che sognano un principe azzurro bello, forte, maturo ma soprattutto protettivo? Allora sicuramente saprete già che domani esce al cinema il nuovo film di Federico Moccia “Scusa ma ti chiamo amore”.

La trama racconta una storia neanche troppo originale: la sbandata di un trentasettenne in carriera per una ragazzina di 17 anni. La scelta di Raoul Bova nei panni di Alex, pubblicitario deluso in amore, si rivela perfetta per incarnare il sogno proibito di molte ragazze: l’uomo adulto da sedurre, per affermare la propria voglia di crescere, di sentirsi donne prima del tempo.

Moccia ha dichiarato che nel suo film viene semplicemente descritto una normale storia tra un uomo e una donna, indipendentemente dalla loro età, considerando il fatto che, secondo lui, a 17 anni si è donna a tutti gli effetti.

Già…… lo diceva anche Mozart nel “Così fan tutte” che “Una donna a quindici anni dèe saper ogni gran moda –  dove il diavolo ha la coda –  cosa è bene e mal cos’è…….”

Ma erano altri tempi…. noi non crediamo che oggi una ragazza di 17 anni sia così adulta, matura e consapevole da essere in grado di gestire una relazione con un partner di 20 anni più grande di lei, o perlomeno, che questo non può rappresentare la normalità, così come Moccia vuol far credere e come sicuramente sarà portato a credere il suo vasto pubblico di teen agers.

Oltre alle polemiche su questo messaggio, veicolato secondo noi con troppa leggerezza, vorremmo fare ancora qualche considerazione sul film in sé.

Il mondo di Moccia trova la sua rappresentazione in una Roma che ti chiedi se esiste davvero….case di lusso, soldi, bella vita ma anche relazioni fallimentari, noia..viene ritratto un immagine di adolescenti che somiglia tanto a quella che ci viene passata dai bigliettini dei Baci Perugina.

Passi nei cioccolatini, ci siamo tutti un po’ affezionati. Ma noi abbiamo sempre saputo che quel mondo esiste solo nelle scatole d’argento e blu . Adesso, nel leggerlo su un libro o nel vederlo al cinema, a qulacuno può venire in mente perfino che possa essere vero, quel mondo!

Che dire? Preferiremmo un regista in grado di osservare il mondo giovanile con maggior concretezza, e senza i toni sdolcinati di una vita finta e irreale. Purtroppo però siamo di fronte ad un cinema che blandisce e asseconda i gusti di una grande fetta di pubblico in una corsa al ribasso, che ricalca la tv e non osa più guardare in alto.

Ragazze: prima di inorridire perchè abbiamo osato smontare il vostro grande Moccia, provate a riflettere un poco. Poi correte pure a vedere il film. Tanto lo fareste lo stesso.

Related posts:

Tags:

Lascia un commento