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Into the wild

 

 

 

 

 

Tratto da uno dei libri cult del momento, “Nelle terre estreme “di Jon Krakauer (268 pag., € 16,60, Corbaccio Ed.) , Into the wild  racconta la storia (vera) di Chris McCandless, un ragazzo americano che nel 1990, dopo essersi brillantemente laureato presso l’Emory University di Atlanta, e con un promettente futuro davanti a sĂ©, rinuncia a una vita “normale” abbandonando tutto e tutti e parte per cercare una rinascita interiore che crede sia possibile solo con il contatto diretto della natura.

Nel corso del viaggio, durato due anni, Chris cerca disperatamente di comprendere se stesso ed il posto che dovrebbe occupare nella società; fugge dalla famiglia, brucia soldi e averi, pronto ad intraprendere un viaggio che lo allontanerà da una società consumistica, impietosa e violenta, in cerca di una pace interiore ed esteriore, con una precisa meta finale… l’Alaska, simbolo immaginario di una vita estrema e autentica.

 

 

Il film è stato fortemente voluto da Sean Penn, attore e regista che, dopo essersi scrollato di dosso l’ingombrante etichetta di ex marito di Madonna, prosegue la sua carriera con scetle artistiche a volte sorprendenti.

In veste di sceneggiatore, regista e produttore del film, Penn, dopo aver atteso per ben 10 anni i diritti per poter realizzare la versione cinematografica del libro di Krakauer, ha focalizzato la sua attenzione soprattutto sul tema della fuga, da se stessi e dagli altri, e sul raggiungimento della conoscenza di sé, ottenuta estraniandosi dal proprio habitat per diventare parte di una natura pura e incontaminata.

 

 

Con il contributo di una fotografia di ottimo livello e di una colonna sonora – firmata da Eddie Vedder, Kaki King e Michael Brook – capace di emozioni profonde, Into the wild  è un film che ci costringe a riflettere sul significato dell’esistenza e sull’importanza del confronto con se stessi e con l’altro, e ci induce ad un analogo processo di consapevolezza interiore.

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