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Il gusto retrò di una vetrina del centro

 

 

Vetrina presuppone il concetto di vetro e quindi di chiusura e di apertura nelle stesso tempo. Chiusura perchè è un luogo che si puo’ vedere ma non toccare, apertura appunto perchè si vede quello che sta dietro che viene di solito ammirato. Nella vetrina è riproposto il gusto della contemplazione: vengo attirato dagli oggetti esposti in vetrina perchè sono appariscenti (oro, gioielli, brillanti ma anche semplici vestiti), perchè li desidero, perchè non li posso comprare. Si, perchè insito nel significato di vetrina vi è anche il concetto del desiderio, di ciò che manca e il valore della vetrina sta proprio nella percezione del desiderio e nel godimento del puro desiderato: ti vedo ma non ti posso avere e quindi passo a contemplarti dall’esterno,.. da lontano, senza toccarti. Se ti toccassi o ti vedessi più da vicino svanirebbe quel senso del mistero che è sempre legato a qualcosa che si desidera perchè magari percepirei un qualunque difetto che farebbe svanire la meraviglia che tu oggetto hai suscitato in me appena ti ho visto nella vetrina.Ma la vetrina oggi ha ancora senso? Rimane quel fascino un po’ retrò della vetrina del centro? Credo proprio di no. In questo mondo dove tutto è alla nostra portata, dove la vetrina è entrata in casa on line, dove io entro in un negozio qualsiasi perchè so già cosa voglio e se lo voglio acquistare, la vetrina non ha più senso. la vetrina esprimeva un sogno, il sogno di possedere qualcosa che non ci si poteva permettere e che si poteva solo desiderare godendolo da lontano. Ora che si puo’ possedere tutto o quasi si va direttamente all’acquisto perdendo il sapore del desiderio. Infati l’acquisto diviene frenetico e molto più usuale e l’oggetto non è più sognato ricordando di averlo visto in quella bella vetrina del centro.

 

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