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Wordshelter – un rifugio per la parola

 

 

Wordshelter (rifugio della parola) è nato inizialmente dall’idea di un amico -che si è occupato della realizzazione del mio sito personale-  discutendo del fatto che sui vari social network si fa poca cultura e che  manca uno spazio  multiutente  dove ci sia posto  per l’espressione artistica. Essendo poi la maggior parte di noi scrittori o aspiranti tali,  ci è venuto in mente di creare un rifugio per la parola, da qui il nome del sito”.

Karen Lojelo  (http://www.karenlojelo.it )  romana,33 anni, scrittrice, descrive così la nascita del nuovo blog letterario, che sta curando, insieme ad altri colleghi: Word shelter (www.wordshelter.it ).

Karen ha pubblicato due anni fa il suo primo romanzo “L’amore che non c’è” per la MJM editore ed è attualmente impegnata nella stesura di un nuovo romanzo.

“Considerando che io, Mariella Musitano e Sara Marucci stavamo curando un’antologia di racconti per il progetto “scrivi un racconto” (che illustriamo brevemente in una appendice all’intervista n.d.r.), ci serviva uno spazio per poterlo promuovere, e da cui gestire anche eventuali attività  future – continua Karen- e così è nato Word shelter. In seguito, proponendo ad altri autori di collaborare con i loro scritti alla gestione del sito, sono scaturite tante idee diverse:  ad esempio ospitare una rubrica di recensioni, occuparci di  musicisti e delle loro canzoni, avere una rubrica giornalistica, promuovere artisti ed eventi di ogni genere e  molto altro ancora. Ci sono autori che sono nostri amici e colleghi, ognuno ha la password per entrare e  gestire  la sezione a lui dedicata, il proprio blog diciamo…

Il nostro scopo è quello di diffondere cultura, far conoscere nuovi autori, o semplicemente dare spazio a chi  sa scrivere o si occupa in qualche modo di arte. Quindi non più solo scrittura,  ma tutto ciò che è  forma di espressione artistica e le parole c’entrano sempre…”.

E’ aperto a nuove collaborazioni?

“Certamente si:  come spiegavo precedentemente il nostro scopo è quello di allargarci e dare spazio a chiunque lo meriti”.

Qualche parola sugli autori presenti ?

“Gli autori che abbiamo ospitato fino ad ora  per la maggior parte sono amici, colleghi;  molti di loro sono presenti con i loro racconti anche sull’antologia che speriamo di pubblicare quanto prima e con la quale vorremmo sostenere Emergency. Sono comunque persone che secondo noi hanno qualcosa da dire, che hanno talento, e che vale la pena leggere ed ascoltare”.

La grafica è molto efficace ed accattivante. Chi la cura?

“La veste grafica del sito è curata dalla stessa  persona che ha avuto l’idea di creare questo rifugio ma diciamo che è un personaggio che non ama il clamore e preferisce rimanere dietro le quinte”.

Cercate dei finanziatori?

“Quest’avventura è iniziata semplicemente con  la passione e la voglia di creare qualcosa di buono, ma non ci dispiacerebbe trovare qualche sponsor: questo ci permetterebbe di fare molte più cose, potremmo crescere ancora di più e far diventare Word shelter un piacevole lavoro.

“VIVERE O SOPRAVVIVERE?” (23 possibili risposte)

 

 

Ventitrè racconti, riflessioni, pensieri, punti di vista sul filo conduttore di “un sogno per la pace”. Gli  autori sono  noti, non noti, musicisti, blogger, e tra i vari contributors figurano anche  Silvano Agosti, Adriano Bono (Radici nel cemento), Diego Cugia e Remo Remotti.   Si tratta di un’antologia di racconti curata da Karen Lojelo (foto) , Mariella Musitano e Sara Marucci, sul filo conduttore della marcia per la pace che ha attraversato il mondo lo scorso inverno e che sarà promossa su wordshelter.

Ciò che ne è uscito è uno spaccato vivo e reale di questa società dilaniata dalla violenza. Gli autori -tra cui molti presenti anche su wordshelter- con i loro brani, portano il lettore a riflettere sull’accezione della parola pace, che è assai più ampia di quanto si possa credere,  e con essa il suo contrario, guerra.

Viviamo la guerra  ogni giorno. La nostra guerra interiore, personale, contro le delusioni della vita,  le debolezze, le viltà a cui dobbiamo assistere il più delle volte inermi. Siamo in guerra per un lavoro, per  il cibo, per il diritto alla casa. Per il diritto alla vita

Le autrici sperano altresì che il loro lavoro possa effettivamente ed attivamente essere un aiuto concreto: parte dei proventi verranno infatti devoluti ad Emergency, quale organizzazione attiva e presente sul territorio mondiale.

                                                                                                                                                         (n.n.)

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