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Mario Ceroli – Il profeta dell’arte povera

7 ottobre – 11 dicembre 2010

16, Avenue Matignon – 75008 PARIGI – +33 (0)1 53 53 51 51

 

In seguito all’apertura del 1 ottobre 2009 della sede parigina con un’esposizione museale che ha riunito 60 quadri di Lucio Fontana e dopo aver ricevuto 4000 visitatori in 8 settimane durante la retrospettiva Alighiero & Boetti (19 marzo – 3 giugno 2010), la Galleria Tornabuoni Art prosegue il suo programma culturale di alto livello presentando, a partire dal prossimo 7 ottobre, 50 opere (dagli anni 60 a oggi) di Mario Ceroli, uno dei protagonisti più importanti dell’arte italiana del Dopoguerra.

Mario Ceroli, riconosciuto nel mondo intero grazie al conseguimento del premio della scultura alla Biennale di Venezia nel 1966, a soli 27 anni, per l’opera in legno “Cassa Sistina” (in omaggio alla Cappella Sistina), ha appena ricevuto una commissione dal Vaticano per realizzare nei prossimi cinque anni un’opera monumentale: una scala elicoidale che conduce alla celebre cappella michelangiolesca e che ripercorrerà in 20 scene la vita di Giovanni Paolo II.

Mario Ceroli ha lavorato per importanti istituzioni italiane (Scultura del cavallo della RAI; piazza, e chiesa di Porto Rotondo in Sardegna; scultura gigantesca all’aeroporto di Roma…), per grandi collezionisti (Agnelli, Barilla…) e ha creato per 30 anni allestimenti scenici per i più famosi teatri : la Fenice di Venezia, la Scala di Milano, il Bolchoï di Mosca, l’Arena di Verona e il Teatro dell’Opera di Roma.

Dal 1964 Mario Ceroli si impone sulla scena artistica con delle opere in legno grezzo, in particolare il pino di Russia, che assembla con ogni sorta di materiale, dal legno bruciato alla paglia, dal vetro al piombo, coerentemente con la poetica e l’uso dei materiali tipici dell’arte povera. Negli anni 60, mentre gli artisti della Pop Art reinterpretano le immagini della vita quotidiana, Mario Ceroli rende omaggio ai grandi classici della storia dell’arte (Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarrotti, Paolo Uccello, Piero della Francesca, Andrea Mantegna) e reinterpreta l’opera di artisti a lui contemporanei come Giorgio De Chirico.

La terminologia dell’arte povera è utilizzata per la prima volta nel settembre del 1967, ossia un anno dopo la consacrazione dell’artista alla Biennale di Venezia. Si possono tuttavia già ritrovare le radici dei principali aspetti che caratterizzano questo movimento durante l’esposizione realizzata a Roma nel 1965 dalla Galleria La Tartaruga che aveva riunito Ceroli, Boetti, Pascali e tutti quegli artisti che verranno in seguito definiti “poveristi”.

 

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“Mario Ceroli”   Il profeta dell’Arte Povera

7 ottobre – 11 dicembre 2010

Galleria Tornabuoni Art

16, Avenue Matignon – 75008 PARIGI – +33 (0)1 53 53 51 51

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