Vogue Experience: l’incontro con Franca Sozzani
Ho partecipato con molto piacere, sabato scorso, alla Vogue Experience: l’evento (ve ne avevamo già parlato qui) consisteva nella possibilità di visitare la redazione del più importante fashion magazine italiano e incontrare il direttore, Franca Sozzani, in occasione dell’uscita del suo nuovo libro “I capricci della moda”.
Si respira un’aria decisamente serena, in redazione: nonostante la ressa e l’affollamento, non si avverte l’ombra del minimo nervosismo e tutto procede in modo tranquillo. La location è minimal: bianco, nero e grandi vetrate separano uno spazio dall’altro, i corridoi sono pieni di foto, tutte pubblicate nel corso degli anni su Vogue. I vetri che delimitano gli uffici, solo per i giorni dell’evento, sono a disposizione di tutti gli ospiti: firma sul vetro, dice un cartello, racconta che sei passato di qui.
E poi c’è lei, il Direttore. Sono sicura che moltissime di voi hanno in mente la Miranda de “Il diavolo veste Prada” e pensano che la donna che dirige Vogue non possa essere che così: dura, arcigna, distante anni luce dai poveri comuni mortali, capace di fulminare chiunque alzando soltanto un sopracciglio.
E invece no. Mi trovo davanti ad una signora minuta, dall’aspetto delicato e gentile, aperta al sorriso e all’ascolto. Possiede autorevolezza da vendere, si muove con leggerezza e accoglie ogni visitatore (e ne passeranno migliaia, in tre giorni) con garbo e, pare quasi, con gratitudine.
Mi concede qualche minuto. C’è il suo libro, sì, con la dedica da scrivere, ma mi preme parlarle delle donne vere, reali, di quelle che non assomigliano alle modelle della carta patinata. Grazie, signora, perché lei ha visto giusto, ha capito che è arrivato il momento di dar voce anche alle differenze, che certi modelli possono diventare pericolosi, che ogni donna ha diritto di essere se stessa, e di piacersi, anche. Mi risponde con un sorriso e il tono di chi ormai considera tutti questi argomenti assolutamente normali: che problema c’è se si ha qualche chilo in più? Detto da lei, signora, vale molto. E apre nuove prospettive, nuovi punti di vista all’interno del dorato e viziato mondo della moda.
Mi congeda con cordialità, dietro di me molte altre persone attendono la dedica autografata sul suo libro fresco di stampa.
Appena fuori apro la mia copia e leggo la dedica:
A Susanna, e grazie per il supporto! - Franca






