|

50 opere di Arnaldo Pomodoro a Parigi

 

Tornabuoni Art e Ambasciata d’Italia a Parigi rendono omaggio al più grande scultore italiano del Dopoguerra in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia

Dal 12 marzo – 11 giugno 2011     in   16, Avenue Matignon – 75008 Parigi

.

 

Dalla sua apertura parigina nell’ottobre 2009, Tornabuoni Art propone un programma culturale unico, organizzando importanti retrospettive dedicate ai maggiori artisti italiani del Dopoguerra, quali Lucio Fontana, Alighiero Boetti e Mario Ceroli. La galleria prosegue ora la sua attività presentando il percorso artistico del più grande scultore italiano del Dopoguerra, di colui che è senza dubbio il più riconosciuto nel mondo: Arnaldo Pomodoro.

Tornabuoni Art in collaborazione con Arnaldo Pomodoro esporrà nella galleria di Avenue Matignon cinquanta opere, dal 1960 al 2010, selezionate nel vasto campo di produzione dell’artista e della sua lunga sperimentazione sulla forma. Alcune opere uniche saranno esposte al pubblico per la prima volta, come il bassorilievo di 5 metri in lunghezza, Continuum, composto da 6 pannelli in bronzo, appositamente realizzato dall’artista per l’occasione.

Parte della mostra sarà ospitata direttamente all’interno dell’Ambasciata d’Italia a Parigi, nel cortile d’onore dell’ Hôtel de La Rochefoucauld-Doudeauville (sede dell’ambasciata al 47 di Rue de Varenne, 75007 Parigi) .  La straordinaria scultura Lancia di luce II in bronzo alta 7 metri sarà visibile al pubblico in Ambasciata nei giorni e orari che figureranno sul sito dell’Ambasciata (http://www.ambparigi.esteri.it/).

L’Ambasciata accoglie quest’opera prestigiosa nel quadro delle celebrazioni per il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia. L’esposizione è documentata da un catalogo delle edizioni Forma in tre lingue, con 50 riproduzioni di opere, un testo critico di Bruno Corà ed una prefazione di Jaqueline Risset.

Il giro del mondo delle sculture di Pomodoro

“Le sculture d’Arnaldo Pomodoro inscrivono lo spazio come gli orologi inscrivono il tempo», ed è questa la ragione per la quale esse si integrano cosi bene nei più celebri luoghi pubblici del pianeta: da Los Angeles a Milano, da Tokyo a Caracas, da Honolulu a Canberra”.

Per maggiori dettagli sulle realizzazioni di Arnaldo Pomodoro nel mondo:

http://www.arnaldopomodoro.it/opere_mondo.php

Il suo talento innato per comprendere l’ambiente, esaltare un sito geografico e simbolizzare una situazione culturale, gli hanno permesso di realizzare delle sculture davanti alla sede delle Nazioni Unite a New York, all’UNESCO a Parigi e, più recentemente, per l’esposizione universale di Shanghai dove un’opera di 30 metri di altezza ha accolto milioni di visitatori nel padiglione italiano.

Il bronzo è lacerato, sradicato, esploso dall’interno

Il linguaggio di Arnaldo Pomodoro sviluppato a partire dalla fine degli anni ’50 è stato segnato dal clima culturale della  ricostruzione dell’Italia del Dopoguerra e dall’esperienza plastica di Brancusi, dei suoi incontri con Lucio Fontana, Enrico Baj e dei numerosi intellettuali di Milano, città in cui si trasferisce nel 1954. Le sue ricerche sulla spazialità lo hanno portato a lavorare su differenti forme geometriche, attraverso schemi ricorrenti quali la sfera, la colonna, il cubo, la stele, il papiro…di cui egli modifica l’integrità attraverso la sottrazione di materia. In questo modo il bronzo è lacerato, strappato, fatto esplodere dall’interno con uno scoppio che prorompe dal centro dell’opera, simbolo di una vita interiore ma anche della fragilità, della ferita inattesa sotto la corazza e allo stesso tempo rivelatore di una costruzione architettonica interna alla materia. Queste opere sono il  frutto di una tecnologia smisurata e di un lungo lavoro che dura a volte degli anni.

Ammirato dai critici, Pomodoro ha insegnato nei dipartimenti d’arte di alcune tra le più prestigiose università degli Stati Uniti, tra le quali Stanford, California, Berkeley e il “Mills College”. Arnaldo Pomodoro ha ricevuto numerose riconoscimenti tra cui il Premio Internazionale della Scultura alla Biennale di San Paolo nel 1963, dalla Biennale di Venezia nel 1964, il Premio Internazionale del Carnegie Institute nel 1967, il Premio Henry Moore in Giappone nel 1981 e il Praemium Imperiale della Japan Art Association per la scultura nel 1990 (l’anno in cui Federico Fellini lo ricevette per il cinema ed il teatro).

Le sue opere sono state esposte nei più grandi musei internazionali, le sue sculture permanenti sono installate persino in Giappone (2001-2002), in Australia e nel 2006, è il Guggenheim di Bilbao a consacrargli una retrospettiva.

Nel 1999, Pomodoro apre la sua Fondazione a Milano in un’antica fabbrica di turbine idrauliche. Sotto la sua egida questo edificio dall’architettura industriale diviene sempre di più, da luogo di esposizione personale, uno spazio di riferimento per l’esposizione della scultura in Italia, un laboratorio sperimentale per gli scultori e un luogo d’interazione culturale tra gli artisti, la critica ed il pubblico. http://www.fondazionearnaldopomodoro.it   

Arnaldo Pomodoro a Parigi

1976 – Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris

2002 – Jardins du Palais Royal

2011 – Galleria Tornabuoni Art

Dopo la retrospettiva del Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris nel 1976, e la spettacolare esposizione di sculture nei Jardins du Palais Royal nel 2002, le opere di Arnaldo Pomodoro non sono state più esposte a Parigi.

È dunque una vera sfida per Tornabuoni Art raccogliere cinquanta opere tra le più emblematiche della carriera dell’artista. Un’esposizione che la galleria prepara con Arnaldo Pomodoro da un anno e mezzo e che dovrebbe essere uno tra gli eventi culturali più importanti dell’anno 2011. Un'ottima occasione per avere una panoramica del lavoro del grande artista romagnolo e per trascorrere qualche giorno nella capitale francese (su internet è possibile trovare ottime offerte di voli Milano – Parigi, se si cerca col giusto anticipo).

Tags: , ,

Lascia un commento