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	<title>Vivo Bene Donna &#187; Corpo &amp; Mente</title>
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		<title>A Genova la Prima Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna Reschiggian</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; Vi segnaliamo un importante evento che si svolgerà a Genova il prossimo 15 marzo: la Prima Giornata Nazionale Del Fiocchetto Lilla, un convegno sui Disturbi Alimentari organizzato dall&#8217;Associazione  Mi Nutro Di Vita presso il Palazzo Ducale di Genova. &#160; L&#8217;associazione Mi Nutro Di Vita è in prima linea nella lotta contro i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
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<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2012/02/Giornata-fiocchetto-lilla.jpg"><img class="size-full wp-image-13085 aligncenter" title="Giornata fiocchetto lilla" src="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2012/02/Giornata-fiocchetto-lilla.jpg" alt="" width="465" height="515" /></a><br />
Vi segnaliamo un importante evento che si svolgerà a Genova il prossimo 15 marzo: la <strong><span style="color: #000000;">Prima Giornata Nazionale Del Fiocchetto Lilla, </span></strong><span style="color: #000000;">un convegno</span><span style="color: #000000;"> sui Disturbi Alimentari organizzato dall&#8217;Associazione  <strong>Mi Nutro Di Vita</strong> presso<strong> il Palazzo Ducale di Genova. <span id="more-13084"></span></strong></span></p>
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<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2012/02/mi-nutro-di-vita-logo-2.jpg"><img class="size-large wp-image-13091 aligncenter" title="mi nutro di vita logo 2" src="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2012/02/mi-nutro-di-vita-logo-2-600x171.jpg" alt="" width="600" height="171" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">L&#8217;associazione <strong>Mi Nutro Di Vita</strong> è in prima linea nella lotta contro i Disturbi Alimentari e fa parte di <a href="mailto:Consult@noi">Consult@noi</a>  - Consulta Nazionale Associazioni di volontariato Disturbi del comportamento alimentare.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Mi Nutro Di Vita</strong> è stata costituita nell&#8217;agosto 2011 per consolidare, tutelare e ufficializzare il lavoro di un gruppo di persone e famiglie nell&#8217;ambito dei DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare) con l&#8217;intento di:</p>
<p align="JUSTIFY">- divulgare e informare sui disturbi del comportamento alimentare;</p>
<p align="JUSTIFY">- favorire i contatti fra associazioni di scopo similare al fine di creare una rete di collaborazione, confronto sull’argomento;</p>
<p align="JUSTIFY">- favorire la libera espressione e il dibattito sull’argomento tra individui e nelle famiglie;</p>
<p align="JUSTIFY">- sviluppare attività ricreative alternative ai fenomeni o alle attività di massa che creano dipendenza o distorsione della realtà, al fine di stimolare la consapevolezza.</p>
<p align="JUSTIFY">Tali scopi vengono perseguiti attraverso le forme che più idonee quali blog, convegni, progetti di educazione alimentare rivolti alle scuole, progetti di scrittura e manuali di corretta alimentazione per bambini e adolescenti.</p>
<p align="JUSTIFY">&#8220;Non può, non deve capitare ad altri. La morte di mia figlia deve servire a tutte le persone e le famiglie che vivono un dramma di questo genere. Il dramma di vedere chi ami che piano piano si spegne, non ride più, non mangia o vomita. Non accetta di farsi curare e a te resta la sensazione di non aver fatto abbastanza&#8221; racconta <strong> Stefano Tavilla</strong>, Presidente dell&#8217;Ass.ne &#8220;Mi nutro di vita&#8221; e papà di Giulia vittima a 17 anni dei DCA. &#8220;Lei non ce l’ha fatta, ma non ci devono essere altri figli che muoiono quando potevano essere salvati. Vorrei che la prevenzione entrasse nelle scuole, vorrei che venisse istituita anche in Italia la <strong>giornata del fiocchetto lilla</strong>, simbolo dei disturbi alimentari. Per questo non voglio fermarmi, non voglio che spente le luci sulla mia tragedia personale non se ne parli più&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><strong>Mi nutro di vita</strong> promuove parecchie iniziative, tra le quali:</p>
<p align="JUSTIFY">- Disegno di legge per istituire la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla   (è possibile firmare la petizione on line: <a href="http://www.petizionepubblica.it/?pi=DCA">http://www.petizionepubblica.it/?pi=DCA</a>  ).</p>
<p align="JUSTIFY">- Progetto di educazione alimentare per le scuole &#8220;In lotta con il cibo. Disturbi alimentari nello specchio deformante della società e corretta alimentazione&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY">Finalità degli incontri è discutere con gli studenti dei problemi legati ai disturbi alimentari e all&#8217;alimentazione scorretta indotti dallo specchio deformante della nostra società, complici la televisione, la moda, i media. Illustrando, successivamente, i principi alla base di una corretta alimentazione, non omologata o imposta da &#8220;cattivi maestri&#8221;.</p>
<p>- Progetto di scrittura creativa &#8220;Mi nutro di parole&#8221;.</p>
<p>Nutrirsi di parole per nutrirsi nuovamente di vita scrivendo le esperienze di disagio: la scrittura autobiografica può costituire un aiuto per ricominciare, per rileggere quello che si è scritto e, specchiandosi in tanta sofferenza, urlare mai più oppure, riflettendosi nelle parole di dolore di un altro, comprendere che non si è soli in questo cammino di rinascita.</p>
<p align="JUSTIFY">- Manuale per la corretta alimentazione e la prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare di bambini e adolescenti &#8220;Mi nutro di vita&#8221;<br />
di S. Acquaro e I. Caprioglio (Liberodiscrivere ed. 2011).</p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">Sul blog &#8220;Mi nutro di vita&#8221; (<a href="http://www.minutrodivita.blogspot.com">http://www.minutrodivita.blogspot.com</a> /) si trovano gli eventi Amici del Fiocchetto Lilla.</p>
<p align="JUSTIFY">&#8220;Nella nostra società l&#8217;immagine corporea ha assunto un ruolo centrale nella costruzione dell&#8217;autostima dell&#8217;individuo. L&#8217;univocità del modello corporeo proposto dai media è evidente e i dati sull&#8217;aumento esponenziale delle malattie legate alla percezione fisica di sé lo confermano, come la crescente dismorfofobia ovvero la percezione del proprio aspetto esteriore come inadatto e inaccettabile. Il corpo, soprattutto per gli adolescenti, costituisce l&#8217;unica realtà certa e modificabile, attraverso una presunta volontà che può trasformarsi in delirio di onnipotenza, tipico dell&#8217;anoressia, oppure attraverso una totale mancanza di volontà, l&#8217;apatia dei bulimici, che sopraggiunge quando i traguardi risultano troppo ambiziosi e non si è capaci di sopportare la frustrazione generata dalla sconfitta. I disturbi del comportamento alimentare sono diventati una sorta di epidemia sociale: in Italia rappresentano la prima causa di morte fra le giovani di età compresa fra i 12 e i 25 anni e ne sono colpite circa 200mila donne.&#8221; afferma <strong><span style="font-size: small;">Ilaria Caprioglio</span></strong><span style="font-family: Arial,Arial; font-size: small;"><span style="font-family: Arial,Arial; font-size: small;">, </span></span><span style="font-size: small;">vice-Presidente dell&#8217;ass.ne &#8220;Mi nutro di vita&#8221;. E</span>x modella e scrittrice, Ilaria è ideatrice del Progetto di educazione alimentare per le scuole -In lotta con il cibo-, del Progetto di scrittura -Mi nutro di parole- e autrice con la Dr.ssa Stefania Acquaro del Manuale di corretta alimentazione per bambini e adolescenti &#8220;Mi nutro di vita&#8221; (Liberodiscrivere ed.)</p>
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		<title>Apparire giovani è un fatto di pelle</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 23:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; La pelle, non solo quella del viso o delle mani, è il biglietto da visita della nostra salute ma anche della nostra bellezza. Si tratta, infatti, dell’organo più esteso del nostro corpo che svolge funzioni fondamentali, come isolare l’organismo, proteggendolo da germi, batteri e radiazioni, ma ha anche un rapporto molto stretto con [...]]]></description>
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<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2012/01/viso-7-.jpg"><img class="size-large wp-image-12983 aligncenter" title="Portrait of young happy woman applying facial cream" src="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2012/01/viso-7--600x398.jpg" alt="" width="600" height="398" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La pelle, non solo quella del viso o delle mani, è il biglietto da visita della nostra salute ma anche della nostra bellezza.<span id="more-12981"></span> Si tratta, infatti, dell’organo più esteso del nostro corpo che svolge funzioni fondamentali, come isolare l’organismo, proteggendolo da germi, batteri e radiazioni, ma ha anche un rapporto molto stretto con la nostra psiche, basti pensare che si si suda per paura, o si arrossisce per rabbia o imbarazzo. La pelle, insomma, parla di noi ed è per questo che è importante curarla in maniera corretta, rendendo meno evidenti e visibili i segni del tempo.</p>
<p>Morbida e setosa da bambini, più sensibile da adulti e secca in età matura: come tutti i tessuti, anche la nostra pelle si modifica ed invecchia. Ma più di altri organi risente dell&#8217;effetto del tempo: l&#8217;esposizione solare, l&#8217;inquinamento, gli sbalzi di temperatura, lo stress sono solo alcuni dei fattori che ne influenzano il cambiamento. L’invecchiamento cutaneo è, infatti, un fenomeno complesso, determinato in parte dagli stessi meccanismi responsabili dell&#8217;invecchiamento organico generale, ma in parte anche da fattori intrinseci ed estrinseci-ambientali che incidono sulle particolarità metaboliche-strutturali della cute umana. In particolare, si distingue tra <strong>cronoinvecchiamento</strong> e <strong>fotoinvecchiamento.</strong></p>
<p>Il <strong>cronoinvecchiamento</strong>, ovvero l’invecchiamento fisiologico che non risente di influssi negativi ambientali, è frutto soprattutto della predisposizione genetica a cui si sommano danni degenerativi, come quelli causati ad esempio dai radicali liberi. Ma anche alterazioni ormonali, come quelle che si verificano in menopausa, possono quindi influire sul suo stato di salute. Il <strong>fotoinvecchiamento</strong>, invece, è causa di alterazioni cutanee dovute all&#8217;esposizione cronica alla luce solare.</p>
<p>«<em>Dai 40 anni in poi</em> – commenta il Prof. Antonino Di Pietro, specialista in Dermatologia e Presidente ISPLAD (Società Internazionale di Dermatologia Plastica-Estetica ed Oncologica) – <em>iniziamo a toccare con mano che la nostra pelle invecchia, anche se, in realtà, questo processo è iniziato da tempo. Più o meno fino ai 30 anni, infatti, il ricambio cellulare è veloce e la pelle in superficie appare ancora levigata e compatta. Rallentando il ricambio cellulare, invece, la pelle inizia ad apparire arida e opaca. Diminuisce anche la produzione di collagene e di elastina e il processo diventa chiaramente evidente intorno ai 45 anni. Questo processo, però, non è analogo in ognuno di noi: c’è chi, per natura, può vantare una pelle compatta e resistente agli anni e chi, invece, è destinata a rughe premature. Certo è che l’invecchiamento cutaneo è frutto di tre fattori: l’azione della forza di gravità che ‘tira’ i tessuti verso il basso, il naturale cedimento della muscolatura e la perdita di volume, oltre che di scorrette abitudini di vita, prime tra tutte fumo e un’esagerata propensione all’abbronzatura</em>».</p>
<p>Prevenire e controllare l&#8217;invecchiamento cutaneo diventa, allora, un&#8217;esigenza irrinunciabile per preservare, a qualsiasi età, il benessere psicologico e fisico. Ecco perché, per mantenere negli anni un aspetto piacevole, è indispensabile conoscere la propria pelle e gestirla correttamente, concentrando le proprie attenzioni non solo su viso e mani, ma anche sulla pelle del corpo che, davvero, rivela la nostra vera età.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Disidratazione, il primo campanello d’allarme</strong></p>
<p>Il primo segnale, evidente, che la nostra pelle sta invecchiando è, senza dubbio, la disidratazione. Le manifestazioni più caratteristiche di questo fenomeno sono la cute che diventa fragile, facile alle desquamazioni, alle rughe e alle screpolature, oltre che priva di elasticità e morbidezza. La spiegazione è molto semplice e risiede nella struttura stessa della pelle: «<em>le cellule dell’epidermide</em> – spiega il Prof. Di Pietro – <em>sono unite, nello strato corneo, da alcune sostanze cementanti, quali i ceramidi, che rendono queste cellule compatte e unite le une alle altre. La cute risulta così turgida, elastica, flessibile, impermeabile e quindi costantemente idratata. Andando avanti con gli anni, però, il numero di ceramidi diminuisce e ciò comporta la creazione, a livello cellulare, di ‘piccole crepe’ che lasciano fuoriuscire i liquidi della cute. È l’inizio del processo di disidratazione, prima solo superficiale, poi sempre più profonda</em>».</p>
<p>Uno strato corneo disidratato, diventando fragile, perde, oltre alle caratteristiche di flessibilità, anche quella di tampone verso agenti chimici nemici dell’organismo. E, al tatto, la pelle appare ruvida e secca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Attente ai radicali liberi</strong></p>
<p>Non è da sottovalutare neanche l’azione dei radicali liberi, molecole che si formano naturalmente all&#8217;interno delle cellule quando l&#8217;ossigeno viene utilizzato nei processi metabolici per produrre energia (ossidazione). «<em>I radicali liberi fanno parte del nostro sistema di difesa naturale, quindi</em> – sottolinea il Prof. Antonino Di Pietro – <em>entro una certa soglia sono importantissimi in quanto aiutano il sistema immunitario nell&#8217;eliminazione dei germi e nella difesa dai batteri. Se, però , il quantitativo di radicali liberi prodotto è superiore a quello fisiologico, diventano dei veri e propri killer delle cellule, danneggiandone la membrana interna e aggredendone il Dna. Il risultato è la </em><em>lenta e inesorabile corrosione della cellula, scientificamente definita ‘stress ossidativo’. Dobbiamo considerare che qualsiasi attività organica produce ossigeno e, quindi, radicali liberi, tanto più quando l’organismo è sotto sforzo, malato o messo alla prova da stili di vita poco corretti»</em></p>
<p>All’effetto dei radicali liberi si deve l&#8217;accelerazione del fisiologico processo di invecchiamento, dove spesso l&#8217;aspetto più evidente è la pelle, essendo anche più esposta ad agenti ossidativi esterni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: small;"><em><strong>(Dossier realizzato con la consulenza del Prof. Antonino Di Pietro)</strong></em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel prossimo aggiornamento: &#8220;Le regole d&#8217;oro contro l&#8217;invecchiamento cutaneo&#8221;</p>
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		<title>Il desiderio di successo è la principale causa dell&#8217;anoressia</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 17:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fiammetta Fortini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Il fashion system e le modelle androgine e filiformi predilette dagli stilisti non sarebbero gli unici responsabili del dilagare dell&#8217;anoressia tra le adolescenti. Lo rivela un recente studio pubblicato sulla rivista &#8220;Evolution and Human Behavior&#8221;, e condotto dalla Singapore Management University su un campione di 841 donne. Secondo quanto emerso, la spinta al rifiuto del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2012/01/anoressia-party2.jpg"><img class="size-full wp-image-12994 aligncenter" title="anoressia party2" src="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2012/01/anoressia-party2.jpg" alt="" width="604" height="598" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il fashion system e le modelle androgine e filiformi predilette dagli stilisti non sarebbero gli unici responsabili del dilagare dell&#8217;anoressia tra le adolescenti. Lo rivela un recente studio pubblicato sulla rivista &#8220;Evolution and Human Behavior&#8221;, e condotto dalla Singapore Management University su un campione di 841 donne.<span id="more-12993"></span></p>
<p>Secondo quanto emerso, la spinta al rifiuto del cibo non sarebbe dovuta al sogno di raggiungere i canoni di magrezza estrema imposti dai media, bensì al desiderio di successo personale, indipendentemente dal peso.</p>
<p>Le partecipanti al test hanno mostrato di tendere di più alla depressione e quindi di essere maggiormente esposte al rischio anoressia osservando foto di donne di successo, questo indipendentemente dal loro peso.</p>
<p>Secondo lo psicologo Norman Li, che ha condotto la ricerca, rifiutare il cibo in nome del successo ha un&#8217;origine ancestrale, legata alla nostra evoluzione: &#8220;poiché le popolazioni occidentali tendono a ingrassare sempre di più, soprattutto con l&#8217;età, si è iniziato a considerare la magrezza come sinonimo di giovinezza e attrattività e come caratteristica che in generale regala un vantaggio. I media che mostrano donne eccessivamente magre mandano dunque il nostro istinto &#8216;competitivo&#8217; in tilt&#8221;. Una certa dose di competizione potrebbe essere sana e utile per la crescita della personalità, spiega Li, &#8220;in generale si potrebbe anche considerare un comportamento &#8216;sano&#8217;, perché in questo modo si scatena una competizione naturale. Il problema è che oggi le riviste sono troppe e mostrano personaggi eccessivamente distanti dalla realtà quotidiana delle persone normali. La presenza dei Vip su tutte le copertine ci mostra i nostri standard di successo come altamente inadeguati, con un effetto psicologico nocivo&#8221;.</p>
<p>Da sottolineare come questo tipo di condizionamento si rileva anche tra gli uomini gay, i quali tendono, come le ragazze, a ridurre l&#8217;alimentazione quando vedono foto di altri maschi verso i quali si sentono in competizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;amore e i sentimenti come antidoti anti-crisi</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 06:09:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Ci troviamo in un momento di crisi, difficoltà e incertezza. Per risollevare il capo, oltre che l’umore e lo spirito, meglio non rifugiarsi in atteggiamenti di chiusura e rassegnazione. Al contrario, in questo contesto difficile, una via di uscita sembra essere il ritorno alle relazioni, ai  sentimenti veri, all&#8217;amore e alla famiglia come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2012/01/amore-online-b.jpg"><img class="size-large wp-image-12956 alignleft" title="-amore-online b" src="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2012/01/amore-online-b-281x400.jpg" alt="" width="281" height="400" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci troviamo in un momento di crisi, difficoltà e incertezza. Per risollevare il capo, oltre che l’umore e lo spirito, meglio non rifugiarsi in atteggiamenti di chiusura e rassegnazione. <span id="more-12954"></span>Al contrario, in questo contesto difficile, una via di uscita sembra essere il ritorno alle relazioni, ai  sentimenti veri, all&#8217;amore e alla famiglia come punti di riferimento, saldi valori a cui aggrapparsi. Nasce un nuovo impulso che spinge molti a riscoprire il significato degli affetti e a desiderare la costruzione di legami solidi. La crisi, in quanto rottura di un precedente schema, può assumere così un  valore positivo se vissuta come portatrice di un cambiamento.</p>
<p>&#8220;Nella mia esperienza sto riscontrando questo fenomeno. Quando gli effetti della crisi si ripercuotono sul benessere psicologico si può essere portati a pensare che non si riuscirà a venirne fuori. È in questo momento che aprirsi a nuovi orizzonti affettivi, professionali, o di pensiero può fare la differenza. Nel primo caso, dedicare più tempo alle relazioni umane può restituire un importante significato alla vita del singolo nonché prospettarsi come una possibilità di “rifugio”, al riparo dalle incertezze dell’esterno&#8221; commenta Monica Zentellini, psicologa specializzata in psicoterapia individuale e di coppia, e consulente di Meetic e Meetic Affinity. “In un momento in cui l&#8217;individualismo sembra prevalere su tutto, occorre reagire spalancando le braccia al nuovo, all’altro. Una persona che si sente smarrita e sola può trarre così beneficio dalle nuove modalità di incontro rese disponibili dalla rete.”</p>
<p>Meetic Affinity (<a href="http://www.meeticaffinity.it" target="_blank">www.meeticaffinity.it</a>), è ideale per chi  è in cerca di una relazione a lungo termine. Meetic Affinity infatti mette in contatto solo i profili più affini tra loro. Al momento della registrazione ogni nuovo iscritto è chiamato a completare un approfondito test psicologico che definisce chiaramente lo stile di vita, i valori, il carattere, ma anche la visione della famiglia e della vita di coppia. Incrociando i dati raccolti si definiscono con precisione le possibili aree di compatibilità e viene elaborato “il match” con gli altri utenti registrati.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il corpo: croce e delizia dell&#8217;anima mia</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 23:10:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Bertole</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È stato un anno di grande rivalutazione per le donne curvy. Ma sta cambiando davvero anche il rapporto con il nostro corpo? Vi riproponiamo un articolo pubblicato nel 2009,  in cui il nostro psicologo analizza il ruolo fondamentale che ha l&#8217;accettazione  di sè anche dal punto di vista fisico. Voi che ne pensate? &#160; In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">È stato un anno di grande rivalutazione per le donne curvy. Ma sta cambiando davvero anche il rapporto con il nostro corpo?</p>
<p style="text-align: left;">Vi riproponiamo un articolo pubblicato nel 2009,  in cui il nostro psicologo analizza il ruolo fondamentale che ha l&#8217;accettazione  di sè anche dal punto di vista fisico.</p>
<p style="text-align: left;">Voi che ne pensate?<span id="more-1605"></span></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2009/01/curvy-girls.jpg"><img class="size-full wp-image-12740 aligncenter" title="curvy girls" src="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2009/01/curvy-girls.jpg" alt="" width="620" height="500" /></a></p>
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<p>In un sito  dedicato a voi  donne reali  che poco avete in comune  con le immagini patinate e ritoccate al computer della pubblicità  e della televisione, mi è parso interessante parlare  del corpo. Esso ha diverse valenze sia fisico sensoriali che simboliche. E’ lo “strumento” tramite il quale ciascuno di noi entra in contatto con  il mondo fisico esterno ma, nel contempo,  è ciò che ci rappresenta e identifica nel primo contatto con le altre persone,  suscitando emozioni e reazioni diverse.<br />
Nella relazione entrano in gioco numerosi fattori, fisici, emotivi, psicologici ma è innegabile che  nella nostra cultura improntata alla ricerca del piacere  materialistico, l’aspetto gioca un ruolo importante, forse eccessivamente importante. Proprio per questo il corpo,  sempre più spesso, diviene fonte di preoccupazioni, disagi, insicurezze.<br />
Questo nostro corpo ha perso progressivamente la sua funzione di  “ponte relazionale” che ci unisce agli altri. Una stretta di mano, un abbraccio, un saluto dato con  un bacio sulla guancia, in passato  erano gesti dotati di significatività relazionale, si trasmetteva un’emozione, un sentimento, oggi sono  per lo più “atti convenzionali”. Il corpo, e più in generale la corporeità,  sono divenuti oggetti da esibire nell’ambito di rapporti di tipo”commerciale” dove essere attraenti diviene  un modo per sedurre (condurre a sé) l’altro  per ottenere qualcosa, non per dar vita ad  uno scambio.<br />
La cultura dei mass media ci trasforma in  “belle immagini da vendere”. Ecco quindi il trionfo della chirurgia estetica alla ricerca di una perfezione esteriore che in natura raramente esiste, dimentichi della ricerca interiore. La parola d’ordine è:” Guarda fuori di te, guarda  il mondo esterno, non fermarti mai!” Nessuno ha più il tempo di guardarsi dentro e le nuove generazioni spesso non sanno nemmeno più che cosa voglia dire. Questo continuo non ascoltarsi diviene sordità e cecità relazionale e grande senso di solitudine.<br />
L’essenziale è essere sempre circondati da altre persone,   sempre al centro dell’attenzione, fare parte del mucchio. La relazionalità fra gli esseri umani  si è trasformata in rapporti di tipo  esibizionistico/voyeristico dove si sollecita sistematicamente  l’attenzione, lo sguardo degli altri per sentire che si esiste, così come esistono i personaggi della televisione. Se ci pensate è lo sguardo di quei milioni di telespettatori che crea il personaggio e così, anche noi, cadiamo nel tranello: esistiamo e il nostro valore dipende da quanto gli altri ci guardano, da quanta “audience” abbiamo.<br />
Ogni persona “non è più un corpo” in azione nel mondo fisico e relazionale, ma  “possiede  un corpo” che deve essere esibito come una bella macchina, un  gioiello, un  vestito. Questa è una distinzione importante, che trasforma il corpo da elemento di soggettività ad oggetto.<br />
Nel profondo di noi stessi però sentiamo  il terribile e, a volte devastante, disagio di questa finzione; siamo veramente corpo e anima (psyche) in una indissolubile unione e questa oggettivazione del corpo ci espone al terrore di essere buttati via in qualsiasi momento, come un  prodotto usato.<br />
Paradossalmente l’artificio che abbiamo creato nell’illusoria ricerca della felicità, ci si è ritorto contro esponendoci ad un costante stato di ansietà: chi è bello vive nel terrore di perdere la bellezza, chi non lo è  vive il disagio, la rabbia, l’invidia di non riuscire ad ottenerla anche se il problema “bellezza” è solo la parte evidente della questione, quella profonda è la  paura di restare da soli.<br />
L’essere umano che  non ha sufficienti risorse sia psicologiche che affettive può  sentirsi così ai margini del mondo; pensiamo agli adolescenti, ai modelli che vengono loro imposti e alle terribili conseguenze a cui  tutto ciò può  portare.<br />
Come provare ad  uscirne?<br />
Sarebbe semplicistico dire che bisogna accettarsi come si è, volersi bene, non preoccuparsi dei giudizi altrui. Chi riesce a fare tutto ciò probabilmente ha già un buon rapporto con sé  stesso ed il proprio corpo, non si sente in balia dello sguardo altrui.  Può essere utile, tuttavia,  una semplice riflessione: il concetto di  bellezza è dato da una “convenzione socio-culturale”, pertanto è relativo. Voi direte:”Sì, ma io vivo qui e qui la “convenzione” impone determinati canoni”. E’ vero, ma entro certi limiti  sottostare ad una imposizione è anche una scelta personale, quindi dobbiamo valutare anche la nostra responsabilità e complicità nel gioco; inoltre la natura raramente ci crea belli, siamo tutti più o meno fisicamente imperfetti e quindi siamo in buona compagnia. Non siamo soli, e siamo la maggioranza. Allora se proprio dobbiamo fare qualche  ritocco, proviamo a ritoccare l’interno, perché se è vero che quella taglia 46 è impossibile da ridurre, dentro noi stessi abbiamo possibilità di manovra immense. L’armonia parte anche, e direi soprattutto, da lì ed è uno strumento di seduzione eccezionale, perché non ingrassa, non invecchia e anzi, con il tempo, tende a migliorare non solo noi stessi, ma anche le persone che hanno la buona sorte  di entrare in contatto con noi.</p>
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		<title>Hai già provato Lines è?</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 13:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna Reschiggian</dc:creator>
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<p style="text-align: center;"><span style="display: none;"> </span><img style="width: 650px; height: 429px;" src="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2011/11/lines-è-.jpg" alt="" /></p>
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<p>Ogni donna ha un suo diverso e personalissimo rapporto con le mestruazioni e anche la scelta dell&#8217;assorbente giusto non è poi così semplice come potrebbe sembrare. Io mi sono sempre considerata abbastanza fortunata, perché il ciclo non mi hai mai creato problemi: sempre regolare, poco abbondante, mai un mal di testa, o un nervosismo sospetto, anzi mi è capitato spesso di essere fuori casa e non accorgermi quasi dell&#8217;inizio delle mestruazioni. Per questo  la prima caratteristica che deve avere il mio assorbente ideale è la sottigliezza: una volta sistemato dev&#8217;essere presto dimenticato.</p>
<p>Da anni uso i Lines Seta Ultra, ci sono abituata e non mi hanno mai dato problemi, ma qualche giorno sono stata invitata a provare i nuovi Lines è, un prodotto che viene considerato innovativo e totalmente diverso dagli altri assorbenti presenti sul mercato.</p>
<p>A dire il vero, nonostante la pubblicità vista più volte in tv, non avrei mai sentito l&#8217;esigenza di cambiare il mio assorbente, non fosse altro che per abitudine, ma il delizioso pacchettino arrivato direttamente a casa ha suscitato la mia curiosità. Così ho aspettato il nuovo ciclo et voilà, il test sui Lines è ha preso il via.</p>
<p style="text-align: center;"><img style="width: 629px; height: 423px;" src="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2011/11/lines-è.jpg" alt="" /></p>
<p>Considerazione n. 1</p>
<p>Apro per la prima volta la bustina dell&#8217;assorbente. Se non fosse che è solo un pochino più lungo, sembrerebbe un salvaslip. E questo, per me, è un primo punto a favore, anche se francamente mi viene qualche dubbio sull&#8217;assorbenza di uno strato così sottile ( mi piacciono sottili, certo, ma questo mi sembra quasi inconsistente&#8230;)</p>
<p>Per inciso, la carta che ricopre la parte adesiva delle ali ha  delle freccette stampate che indicano il verso giusto in cui dev&#8217;essere posizionato l&#8217;assorbente. Mi ha fatto un po&#8217; sorridere, dite che non ce la facciamo da sole a capirlo?</p>
<p>Considerazione n. 2</p>
<p>Dopo aver usato  Lines è per i soliti quattro giorni di durata del mio ciclo, ho riportato impressioni senz&#8217;altro positive. Prima di tutto il comfort: la sensazione che si prova è  simile a quella dell&#8217;uso di un normale salvaslip, ovvero praticamente non ci si accorge neanche di averlo indosso.  Poi l&#8217;assorbenza: per un ciclo poco abbondante come il mio, Lines è svolge il suo compito in modo egregio, senza che si verifichino pericolose fuoriuscite o depositi di eventuali grumi in superficie.</p>
<p>Considerazione n.3</p>
<p>Il costo mi sembra un po&#8217; alto:  ho visto Lines è  al supermercato a 4.15 € la confezione (dentro ci sono 10 assorbenti) ed è il prezzo più alto di tutta la categoria. Sicuramente la qualità si paga, ma considerando che per 4/5 giorni di ciclo mensile una donna usa almeno 15/20 assorbenti, la spesa per Lines è si fa consistente. Siano sicuri che Lines non possa abbassare un po&#8217; i prezzi?</p>
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<p><a href="http://www.ebuzzing.it/rd/35350_4106_552642_10079_8317_65004/www.lines.it/linese.php" rel="nofollow" target="_blank">lines è</a></p>
<p><a href="http://www.ebuzzing.it/rd/35350_4106_552642_10079_8317_65004/www.lines.it/linese.php" rel="nofollow" target="_blank"> comfort</a></p>
<p><a href="http://www.ebuzzing.it/rd/35350_4106_552642_10079_8317_65004/www.lines.it/linese.php" rel="nofollow" target="_blank"> assorbenza</a></p>
<p><a href="http://www.ebuzzing.it/rd/35350_4106_552642_10079_8317_65004/www.lines.it/linese.php" rel="nofollow" target="_blank"> durata</a></p>
<p><a href="http://www.ebuzzing.it/rd/35350_4106_552642_10079_8317_65004/www.lines.it/linese.php" rel="nofollow" target="_blank"> prezzo</a></p>
<p><a href="http://www.ebuzzing.it" rel="nofollow" target="_blank"><em>Articolo sponsorizzato</em></a></p>
<p><a class="wikio-widget-ebmini" href="http://www.ebuzzing.it" rel="nofollow">Viral video by ebuzzing</a><script charset="utf-8" type="text/javascript" src="http://player.ebuzzing.com/player_blog/js/mini_share.php?buzz_id=552642"></script></p>
<p><img style="height: 0px; width: 0px;" src="http://stat.ebuzzing.com/stats/35350_4106_552642_10079_8317_65004.jpg" alt="" border="0" /></p>
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		<title>Una donna non è quello che pesa</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 08:51:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fiammetta Fortini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2008/01/sovrappeso.jpg"><img class="size-large wp-image-12727 alignnone" title="sovrappeso" src="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2008/01/sovrappeso-544x400.jpg" alt="" width="544" height="400" /></a></p>
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<p>La cultura di oggi, purtroppo, associa la magrezza al successo, anche se ciò non ha alcun fondamento realistico. Non è dimostrato che per riuscire nella vita sia assolutamente necessario essere asciutte e filiformi, ci sono parecchi esempi di donne che ce l&#8217;hanno fatta e che non sono certo delle silfidi: le tante icone curvy che sono state sotto i riflettori nel 2011 e di cui ci siamo occupate nella nostra sezione <a href="http://www.vivobenedonna.com/category/bellemorbide/">Belle&amp;Morbide</a> ne sono una prova. <span id="more-1125"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Qualche chilo in più o in meno non può influire direttamente nel determinare le nostre scelte esistenziali. Smettiamola di pensare che tutte le esperienze negative che ci capitano sono da attribuirsi al fatto di essere un po&#8217; cicciottelle. Perchè non è realistico. Ed anche perchè questo pensiero rappresenta una sorta di paravento dietro al quale ci nascondiamo, una scusa che giustifica le nostre paure, le nostre debolezze, la nostra fatica di affrontare la vita in modo positivo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E attente anche a non cadere nell&#8217;errore contrario: non è oggettivamente realistico neppure credere che il successo in tutti i campi si otterrà soltanto perdendo quel determinato numero di chili. Per realizzarsi nella vita contano molto di più  la volontà e la determinazione che una linea perfetta!</p>
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		<title>Per 2 donne su 3 mangiare è un piacere e fa bene (soprattutto in compagnia)</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 06:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fiammetta Fortini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; Cosa vuol dire mangiare per te?  Questa  domanda, tanto apparentemente semplice quanto in realtà complessa, è stata oggetto di un recentissimo sondaggio effettuato da melarossa.it. Ad essere interpellate sono state in particolare donne, tra i 25 e i 35 anni, chiamate a riflettere sui molteplici aspetti del proprio rapporto con il cibo.  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2011/12/mangiare.jpg"><img class="size-full wp-image-12157 aligncenter" title="mangiare" src="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2011/12/mangiare.jpg" alt="" width="409" height="342" /></a></p>
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<p>Cosa vuol dire mangiare per te?  Questa  domanda, tanto apparentemente semplice quanto in realtà complessa, è stata oggetto di un recentissimo sondaggio effettuato da <a href="http://www.melarossa.it" target="_blank">melarossa.it.</a><span id="more-12156"></span></p>
<p>Ad essere interpellate sono state in particolare donne, tra i 25 e i 35 anni, chiamate a riflettere sui molteplici aspetti del proprio rapporto con il cibo.  Bene: anche per chi vuol dimagrire di qualche chilo, e si sottopone a un regime alimentare attento ed equilibrato, l’andare a tavola è comunque un piacere. Ad affermarlo è il 67% delle intervistate: per loro mangiare è un piacere, è sinonimo di salute, e ha con un’influenza positiva sulla sfera emotiva (“è un antistress” per il 7,3% degli utenti) e sociale (“è un momento da condividere”, per il 5,6%).</p>
<p>Per una donna su quattro, però, il mettersi a tavola è vissuto negativamente: con ansia per il 4,1%, e per l’8,8% è addirittura un’ossessione! Naturalmente, c’è un 11% per il quale mangiare è sinonimo di ingrassare, e quindi non vuol sentirne parlare.</p>
<p>Non manca, infine, un 8,5% di consumatrici per così dire agnostiche, che vedono il mangiare come una semplice abitudine o come (una percentuale bassa, ma comunque significativa: il 3,7%) un modo di far passare il tempo!</p>
<p>“Da questo sondaggio si evidenzia quanto l’andare a tavola rappresenti non solo un atto “necessario” ma anche un momento di piacere – commenta il dott. Luca Piretta, della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione &#8211; Questa considerazione, che appare banale , non è invece recepita da una buona fetta di persone che vivono l’alimentazione come un momento di stress o un’ossessione. “ Questo vale maggiormente per il sesso femminile e significa che c’è ancora molto da lavorare in termini di educazione alimentare a cominciare dalla famiglia e dalla scuola. Che cosa si può fare? “E’ nel periodo dell’infanzia – ricorda Piretta &#8211; che si crea il primo rapporto con il cibo ed è in questo periodo che bisognerebbe gettare le basi per una corretta alimentazione che tenga conto sia degli aspetti di salute nutrizionale che di quelli ludici e gratificanti.”</p>
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<p>Melarossa.it, il sito dedicato all&#8217;alimentazione e al benessere, che da quasi dieci anni fornisce diete personalizzate gratuite elaborate con la consulenza scientifica della SISA &#8211; Società Italiana di Scienza dell&#8217;Alimentazione</p>
<p>Il sito, completamente gratuito, è in grado di elaborare diete con un data base di 435 diverse diete settimanali, per un totale di 3045 menù giornalieri, sulla base delle indicazioni fornite dai LARN (Livelli di assunzione Raccomandata di Energia e Nutrienti per la Popolazione Italiana, prodotto dall’Istituto Nazionale di Ricerca su Alimenti e Nutrizione, in collaborazione con la Società di Nutrizione Umana).</p>
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		<title>Rischio osteoporosi in aumento per le donne italiane</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 06:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; Le donne italiane assumono poco calcio: solo il 37% di esse fino ai 50 anni ne consuma il necessario, e solo il 10% dopo i 50 anni. Colpa anche delle diete, ma con l’innalzamento della vita media aumenta il rischio osteoporosi. &#160; Lo riferisce una ricerca dell’ Osservatorio Nutrizionale Grana Padano [...]]]></description>
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<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2011/11/osteoporosi.jpg"><img class="size-full wp-image-11918 aligncenter" title="osteoporosi" src="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2011/11/osteoporosi.jpg" alt="" width="338" height="450" /></a></p>
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<p>Le donne italiane assumono poco calcio: solo il 37% di esse fino ai 50 anni ne consuma il necessario, e solo il 10% dopo i 50 anni. Colpa anche delle diete, ma con l’innalzamento della vita media aumenta il <strong>rischio osteoporosi</strong>.<span id="more-11850"></span></p>
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<p>Lo riferisce una ricerca dell’ <strong>Osservatorio Nutrizionale Grana Padano</strong> che ha rilevato le abitudini alimentari di un campione di 3.200 individui adulti. È stata calcolata la quantità media di calcio assunta quotidianamente nelle diverse fasce d’età e nei due sessi: mediamente gli uomini introducono più calcio rispetto alle donne (927 mg al giorno per i primi contro 750 mg per le seconde) e questa differenza significativa è riscontrabile in tutte le fasce d’età.</p>
<p>Se si pensa che secondo i LARN &#8211; Livelli di assunzione giornalieri raccomandati di nutrienti per la Popolazione Italiana, Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) &#8211; mediamente una donna tra i 30-50 anni dovrebbe consumare almeno 800 mg di calcio al giorno e 1200 mg sopra i 50 anni, dallo studio dell’Osservatorio Nutrizionale risulta che solo il 37% delle donne ha un apporto maggiore a 800 mg tra i 30-50 anni, mentre nemmeno il 10% delle donne sopra i 50 anni raggiunge i 1200 mg. Gli uomini hanno delle abitudini migliori rispetto alle donne, ma anche per loro una piccola minoranza sopra i 60 anni (solo il 36%) soddisfa l’obiettivo minimo di 1000 mg al giorno.</p>
<p>Il calcio è un nutriente essenziale per prevenire l’osteoporosi, una malattia sistemica dell’apparato scheletrico che è caratterizzata da una bassa densità minerale ossea e da un deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo. In altre parole, le ossa diventano più fragili e sono esposte a un maggior rischio di frattura per traumi anche minimi. L’osteoporosi colpisce principalmente le donne perché alla menopausa, di norma tra i 45 e i 55 anni, la rapida cessazione della secrezione di estrogeni condiziona una perdita progressiva di minerale dallo scheletro femminile, di regola intorno all&#8217;1-2% per anno.</p>
<p>“Soddisfare i fabbisogni di calcio non è facile per la popolazione, soprattutto per quella femminile – osserva la Dott.ssa Michela Barichella, Responsabile SS di Dietetica e Nutrizione Clinica ICP di Milano &#8211; le donne tendono a controllare spesso il proprio peso e a eliminare i latticini nella fase della vita dove ne hanno più bisogno. Le fratture costituiscono l&#8217;evento clinico più rilevante dell&#8217;osteoporosi, patologia ormai sempre più diffusa a causa dell&#8217;incremento della vita media registrato negli ultimi decenni che ha fatto salire il numero degli individui a rischio. La tendenza appare inesorabilmente in aumento, per questo è fondamentale prevenire l’osteoporosi con un’alimentazione corretta”.</p>
<p>Dai dati della ricerca dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano emerge che la quantità giornaliera di latticini raccomandata non è soddisfatta: normalmente si arriva a consumare 5 porzioni di latticini a settimana, la preferenza è sempre per lo yogurt e il latte parzialmente scremati rispetto a quelli interi. Il formaggio rimane tra le scelte maggiori degli adulti italiani raggiungendo le 5 porzioni a settimana, con preferenza per lo stagionato rispetto a quello fresco (circa due volte a settimana). Il formaggio grattugiato compare 3-4 volte a settimana e vi è un uso significativamente maggiore sopra i 65 anni, sia nelle donne che negli uomini.</p>
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<p>I <strong>CONSIGLI DEGLI ESPERTI PER PREVENIRE L’OSTEOPOROSI</strong></p>
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<p>I medici e gli esperti nutrizionisti dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano suggeriscono di seguire i seguenti consigli per costruire e mantenere ossa sane e forti:</p>
<p>· Seguire una dieta bilanciata mantenendo un equilibrato apporto di calcio attraverso l&#8217;assunzione di fonti ricche di questo prezioso nutriente, quali il latte e i suoi derivati, senza dimenticare l’acqua ricca di calcio. Gli alimenti arricchiti di calcio (non presente in natura nell’alimento) non apportano la stessa quantità di minerale allo scheletro, il calcio naturalmente presente nel latte e latticini è invece altamente biodisponibile.</p>
<p>· In casi di intolleranza al lattosio si può garantire il giusto apporto di calcio attraverso l&#8217;assunzione di alimenti a basso contenuto di lattosio, o privi di lattosio come i formaggi duri DOP.</p>
<p>· In caso di sovrappeso o alterazione del quadro lipidico è possibile garantire l&#8217;apporto di questo importante minerale attraverso l&#8217;assunzione di alimenti a limitato contenuto lipidico, come il latte e yogurt parzialmente scremati e i formaggi duri DOP che apportano la maggior quantità di calcio, in proporzione ai grassi e alla quantità, di ogni altro latticino.</p>
<p>· Mantenere buoni livelli di Vitamina D (attraverso, ad esempio, l&#8217;esposizione al sole: nei periodi freddi è bene tenere scoperte alcune parti del corpo, o solo il viso, esponendole al sole almeno 20 minuti al giorno; in estate si può stare al sole 10-15 minuti al giorno senza protezione) ed eventualmente anche di Vitamina C e K.</p>
<p>· In caso di familiarità per osteoporosi o esposizione al sole inadeguata valutare con il proprio medico l’opportunità di una supplementazione vitaminica, in particolare nel periodo invernale.</p>
<p>· Una dieta eccessivamente ricca in proteine animali, rispetto a quelle vegetali, può aumentare la perdita di calcio con le urine.</p>
<p>· Usare il sale (e gli alimenti ricchi di sodio) con parsimonia e non bere più di 3 caffè al giorno contribuiscono a limitare la perdita di calcio dallo scheletro.</p>
<p>· Assumere nello stesso pasto alimenti molto ricchi di fibra e alimenti ricchi in calcio può ridurre l’assorbimento di quest’ultimo.</p>
<p>· Svolgere attività fisica contro la gravità eseguendo esercizi a terra o in posizione eretta (passeggiare, pedalare, salire le scale, ecc.), in ogni caso adeguati all&#8217;età e al peso corporeo.</p>
<p>· Seguire uno stile di vita sano (non fumare, non esagerare con il consumo di alcool) aiuta a mantenere sano il nostro scheletro.</p>
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		<title>La dieta per prevenire l&#8217;influenza</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 05:14:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Una alimentazione corretta può aiutare a combattere le influenze stagionali. Lo ribadiscono i medici specialisti del Comitato Scientifico ell&#8217;Osservatorio Nutrizionale Grana Padano spiegando che, per affrontare il diffondersi dell&#8217;influenza, occorre agire di più sulla prevenzione, introducendo attraverso la dieta quei minerali e quelle vitamine che aumentano le difese dell&#8217;organismo. La ricerca svolta dall&#8217;Osservatorio Nutrizionale, [...]]]></description>
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<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2011/10/donna-influenza_650x435.jpg"><img class="size-large wp-image-11541 aligncenter" title="donna-influenza_650x435" src="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2011/10/donna-influenza_650x435-597x400.jpg" alt="" width="597" height="400" /></a></p>
<p>Una alimentazione corretta può aiutare a combattere le influenze stagionali. Lo ribadiscono i medici specialisti del Comitato Scientifico ell&#8217;Osservatorio Nutrizionale Grana Padano spiegando che, per affrontare il diffondersi dell&#8217;influenza, occorre agire di più sulla prevenzione, introducendo attraverso la dieta quei minerali e quelle vitamine che aumentano le difese dell&#8217;organismo.<span id="more-8523"></span></p>
<p>La ricerca svolta dall&#8217;Osservatorio Nutrizionale, su un campione di 23.700 persone, ha messo in evidenza che in Italia si assume poca frutta e verdura: mediamente, infatti, non si arriva a 200 grammi al giorno, quantità molte basse e molto lontane da quelle consigliate per una sana alimentazione. In particolare si rileva che si mangiano pochi agrumi, in media meno di 50 grammi al giorno, spesso dimenticando che limoni e arance sono ricchi di vitamina C, la quale ha un&#8217;azione antinfiammatoria, aumenta le difese dell&#8217;organismo e lo protegge dalle infezioni provocate da virus e batteri.</p>
<p>&#8220;Bastano piccole quantità di vitamina C (60 milligrammi al giorno) per aumentare le proprie difese immunitarie &#8212; ha dichiarato la dottoressa Michela Barichella, presidente dell&#8217;Associazione italiana di Dietetica (ADI) Lombardia e responsabile medico del Servizio dietetico ICP di Milano &#8212; Il fabbisogno di vitamina C aumenta a 90-100 in gravidanza e durante l&#8217;allattamento. Inoltre questa vitamina favorisce l&#8217;assorbimento del Ferro, soprattutto quello contenuto nella verdura, che altrimenti non sarebbe disponibile per essere assimilato. Non va inoltre dimenticato che Ferro e Zinco rimangono due minerali fondamentali per l&#8217;organismo e per il buon funzionamento delle difese immunitarie&#8221;.</p>
<p>I dati dell&#8217;Osservatorio evidenziano che, fortunatamente, l&#8217;introduzione consigliata di Zinco, nutriente importante perché stimola la produzione di anticorpi, è quasi sempre soddisfatta dagli italiani.</p>
<p>Scarso è invece l&#8217;apporto quotidiano di Ferro, importante per le difese immunitarie perché la produzione di anticorpi è legata ad una sua adeguata assunzione. Il dato risulta basso soprattutto nelle donne, che ne assumono in media solo 10,5 milligrammi, ma anche negli uomini si attesta intorno ai 13 milligrammi, ben al di sotto del fabbisogno giornaliero (15-18 mg).</p>
<p>In base ai dati della ricerca e all&#8217;esperienza dei medici, dei nutrizionisti e degli specialisti in scienze dell&#8217;alimentazione dell&#8217;Osservatorio nutrizionale Grana Padano, è stato stilato un Decalogo di consigli utili per la prevenzione influenzale.</p>
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<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2011/10/alimenti1.jpg"><img class="size-full wp-image-11543 aligncenter" title="alimenti" src="http://www.vivobenedonna.com/vivobenedonna/wp-content/uploads/2011/10/alimenti1.jpg" alt="" width="398" height="248" /></a></p>
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<p>Dieci regole fondamentali per combattere l&#8217;influenza</p>
<p>1. Curare l&#8217;alimentazione per garantirsi il giusto apporto di vitamine e sali minerali. Si consiglia di consumare almeno 5 porzioni di frutta e verdura fresca al giorno, in particolare agrumi, frutti di bosco, kiwi, peperoni, pomodori, broccoli, cavolo e verza.</p>
<p>2. Utilizzare aglio e cipolla nella preparazione dei cibi. Questi alimenti, infatti, oltre ad essere ricchi di vitamine e sali minerali, hanno proprietà antisettiche, fluidificano ed aiutano ad eliminare il catarro.</p>
<p>3. Condire le pietanze con limone al posto o in aggiunta all&#8217;aceto: il limone facilita l&#8217;assorbimento del ferro presente in altri alimenti, che a sua volta potenzia le difese naturali contro raffreddore, mal di gola e tosse.</p>
<p>4. Ricordare che le spezie svolgono un&#8217;azione vasodilatatrice che favorisce la sudorazione e la conseguente stabilizzazione della temperatura orporea, e in particolare curry, paprica e peperoncino sono fonti naturali di un importante principio attivo antinfiammatorio, l&#8217;acido acetilsalicilico.</p>
<p>5. Anche il brodo, se è sufficientemente caldo, crea vasodilatazione e quindi beneficio per le vie aeree superiori irritate, creando un effetto fluidificante su muco e catarro.</p>
<p>6. Non dimenticare l&#8217;importanza di integrare i liquidi. Bere dunque acqua e bevande salutari, come l&#8217;infuso di rosa canina, che contiene vitamine, zinco, flavonoidi e tannini, oppure tisane tiepide dolcificate con miele .</p>
<p>7. Aprire le finestre più volte al giorno per almeno 15 minuti per favorire un buon ricambio di aria, ricordando che il ristagno favorisce la proliferazione batterica. L&#8217;umidità dovrebbe assestarsi intorno al 50-60% perché un microclima troppo secco favorisce l&#8217;ingresso nelle vie aeree di germi e batteri.</p>
<p>8. Mantenere un&#8217;ottima igiene del corpo, lavandosi spesso le mani, e scegliere con cura l&#8217;abbigliamento, vestendosi a strati ed evitando capi troppo pesanti, che provocano abbondante sudorazione. Via libera alla lana sulla pelle, che offre un ottimo isolamento termico..</p>
<p>9. Fare attenzione agli sbalzi di temperatura, la differenza tra la temperatura interna ed esterna non dovrebbe mai superare 10-15 gradi .</p>
<p>10. Evitare i luoghi troppo affollati, dove si moltiplicano le occasioni di contagio.</p>
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